Provenienza: Italia
Epoca: XVI
Artista: Giacinto Brandi
Stile: Barocco Romano
Materiale: Olio su tela
Larghezza: 97 cm
Altezza: 134 cm
Cornice: Antica non coeva
Stato: Restaurato presso il nostro laboratorio di restauro
Spese di spedizione: da concordare in base alla destinazione
Maria Maddalena
€6.500,00
Descrizione
L’Artista:
Giacinto Brandi (Roma, 1621 – 1691) rappresenta una delle figure più dinamiche e prolifiche della pittura barocca romana della seconda metà del Seicento. Allievo inizialmente di Giovanni Giacomo Sementi, la sua vera svolta artistica ed espressiva avvenne sotto l’influenza di Giovanni Lanfranco, dal quale assimilò il senso della monumentalità e la libertà del tocco pittorico. Attivo nelle più importanti committenze papali e cardinalizie dell’epoca, Brandi divenne celebre per le sue grandi imprese decorative ad affresco nelle chiese romane (come i soffitti di San Carlo al Corso e di San Silvestro in Capite) e per la sua direzione dell’Accademia di San Luca. La sua bottega fu un punto di riferimento cruciale nella transizione tra il classicismo della prima metà del secolo e le soluzioni più teatrali e cariche di pathos del pieno Barocco.
Specifiche del Pittore:
L’attribuzione a Giacinto Brandi trova riscontro in una serie di cifre stilistiche inconfondibili, a partire dall’uso di una tavolozza calda, dominata da toni bruni, ambrati e terrosi, accesi da improvvisi bagliori di luce. Il dipinto evidenzia un morbido ma vigoroso contrasto chiaroscurale, dove la transizione tra luce e ombra non è netta, bensì avvolgente e sfumata, un’eredità diretta della lezione emiliana e del classicismo bolognese mediato da Lanfranco. Il modellato della figura è plastico ma sensuale, privo di rigidità accademica; la pennellata si fa fluida e materica nei passaggi dei panneggi, mentre l’anatomia della Maddalena è risolta con quella caratteristica morbidezza esecutiva che conferisce ai soggetti di Brandi una carne viva e pulsante, intrisa di una forte carica emotiva.
Il Soggetto:
Il dipinto traspone sulla tela uno dei temi più cari alla sensibilità artistica e spirituale della Controriforma: Maria Maddalena in meditazione e penitenza. La santa è colta in un momento di intima estasi, con le labbra schiuse e lo sguardo intensamente rivolto al cielo, a simboleggiare il distacco dal mondo terreno e la comunione con il divino. Intorno a lei si articolano gli attributi iconografici codificati dalla tradizione: il crocifisso, fulcro della sua devozione e del pentimento; il teschio, classico memento mori che invita alla riflessione sulla caducità della vita; e infine il vaso degli unguenti, richiamo all’episodio evangelico della lavanda dei piedi di Cristo. I capelli sciolti e la spalla parzialmente scoperta uniscono la dimensione della rinuncia ascetica a una composta ma struggente bellezza terrena.
Storia:
Un’opera di queste dimensioni (cm 134 × 97) era originariamente destinata a una collocazione di grande prestigio, molto probabilmente all’interno della cappella privata di un palazzo nobiliare o come pezzo centrale di una quadreria d’alta epoca. Il dipinto riflette perfettamente il gusto del collezionismo seicentesco, che prediligeva tele capaci di coniugare il fervore religioso a una resa estetica drammatica e scenografica. La presenza di una cornice antica, seppur non coeva, testimonia i successivi passaggi storici del dipinto all’interno di collezioni che hanno voluto aggiornarne o impreziosirne l’apparato decorativo esteriore, confermando lo status di opera d’arte tramandata e preservata nel tempo come testimonianza della grande stagione del Barocco romano.
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